HAI MAI SOGNATO DI VOLARE?
PROLOGIS ROMENTINO (NO)
Giugno 2025
Dimensioni: 630 mq circa
L’opera, che si estende su una superficie di 670 mq, esplora l’idea della libertà e dell’immaginazione attraverso un paesaggio surreale e geometrico. Al centro del murale, un’isola galleggiante emerge da un cielo infinito, circondata da montagne che sembrano risplendere di un’energia mistica. Questo mondo sospeso invita lo spettatore a riflettere sul desiderio di “volare”, trascendendo le limitazioni della realtà fisica.
L’uso del contrasto tra il cielo e la terra è centrale: da una parte, elementi naturali come alberi, fiumi e montagne si intrecciano in un paesaggio che sembra sfidare la gravità. In questo gioco di forme, l’artista riesce a trasformare il desiderio di libertà in un linguaggio universale, invitando ognuno a riflettere su cosa significhi “volare”, sia in senso letterale che metaforico.
Al centro dell’isola, si trova una scacchiera: i suoi quadrati, che iniziano a distaccarsi l’uno dall’altro, simbolizzano il movimento e la libertà dal sistema, rappresentando la liberazione dalle convenzioni e dalle strutture predefinite. La scacchiera diventa, così, metafora della scelta e della possibilità di percorrere nuovi sentieri, in un gioco di libertà senza confini.
Nel cielo sopra, una danza di rapaci e uccelli che solcano l’aria tra i cubi in movimento aggiunge una dimensione vivace e dinamica all’opera, come se gli elementi stessi del murale stessero prendendo vita. Questi esseri alati, liberi e maestosi, accentuano l’idea del volo come simbolo di aspirazione, forza interiore e desiderio di evasione.
L’esterno dell’opera è contraddistinto da una forma geometrica di cubi che circondano l’intero murale, creando un effetto tridimensionale che dà l’impressione che il muro stia “esplodendo” verso l’esterno. Questa frattura visiva, come se il muro si stesse spaccando, permette di intravedere questo mondo fantastico che si cela al suo interno, accentuando il contrasto tra realtà e sogno. I cubi sembrano essere la chiave per accedere a questa dimensione parallela, come se fossero portali che conducono verso l’ignoto.
Con questa opera, il murale invita chi lo osserva a riflettere sulla propria libertà interiore e sulla potenzialità di rompere gli schemi imposti dalla realtà, sfidando le proprie convinzioni e sognando un mondo dove ogni barriera può essere superata, dove tutto è possibile, e dove ogni sogno può prendere il volo
“I guardiani del paradiso”
Quattordio Urban Art 2025
Muro del cimitero di Quattordio (AL)
Giugno 2021– Maggio 2025
Realizzato in due fasi, nel 2021 e nel 2025, questo grande murale rappresenta la conclusione di un percorso artistico e simbolico iniziato durante la seconda edizione di Quattordio Urban Art. Il contesto — il muro del cimitero — ha guidato la scelta di un linguaggio fortemente spirituale e sacro, in dialogo con il luogo e la memoria collettiva.
La prima parte dell’opera, dipinta nel 2021, raffigura un Cristo sospeso tra le nuvole, avvolto da un’atmosfera celestiale. Sullo sfondo si intravedono le tre croci del Golgota, mentre un gruppo di angeli solleva il velo di Cristo, come se aprisse uno squarcio tra la dimensione terrena e quella divina. La composizione richiama la struttura di una cupola, evocando la pittura sacra e l’architettura delle chiese rinascimentali.
Nella parte conclusiva, realizzata nel 2025, la scena si apre su un cielo stellato dove emerge un portale – uno Stargate – circondato dagli angeli che attendono l’ingresso in un altro mondo. Le forme geometriche del triangolo e del quadrato, ricorrenti nel linguaggio di Acme107, rappresentano l’unione tra terra e cielo, materia e spirito, vita e aldilà.
Queste figure, cariche di simbologia esoterica, esprimono equilibrio, mistero e protezione, fondendo spiritualità e geometria in una visione che trascende il confine tra sacro e cosmico.
IL SOGNO
Tecnica: Acrilico su tela
Dimensioni: 150 x 98 cm
Serie: Madrenatura
Maggio 2025
“Il Sogno” è un viaggio onirico e visivo in un mondo dove la natura non è solo sfondo, ma protagonista viva e pulsante. L’opera fonde armoniosamente i quattro elementi – aria, acqua, terra e fuoco – in un paesaggio surreale, quasi da favola, che vibra di energia e simbolismo.
Al centro del dipinto emerge il profilo sereno di una donna, chiaro simbolo della Madre Natura stessa, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte del sogno. Il suo volto si dissolve gradualmente nel paesaggio, annullando il confine tra essere umano e ambiente, come a ricordare che siamo parte di ciò che ci circonda.
I capelli, trasformati in radici e fili colorati, si intrecciano in forme astratte e fluttuanti: sono al tempo stesso fiamme, rami, cascate e vento. Questi filamenti creano un ponte visivo e simbolico tra la parte più organica dell’opera e quella più eterea, spirituale.
Sullo sfondo, cascate che scorrono leggere, alberi che si ergono su pianure sospese, uccelli in volo e geometrie trasparenti si alternano in un gioco di sogno e realtà, in cui ogni elemento sembra fluttuare tra dimensioni diverse.
Quest’opera rappresenta un omaggio alla bellezza e alla sacralità della natura, ma anche un invito a riconnettersi con essa attraverso lo sguardo interiore, il sogno, la fantasia. Il confine tra il reale e il fantastico si fa labile, lasciando spazio a un’esperienza contemplativa.
La donna non è solo osservatrice del paesaggio: lei è il paesaggio. Il messaggio è chiaro: la natura è parte di noi, e noi siamo parte di essa.

